Bergamo – Sono iniziate le fioriture degli oltre 4500 tulipani in mostra quest’anno!
59 nuove cultivar, 14 gruppi rappresentati. 5 tulipani non hanno un nome, sono in corso di definizione e i dati che raccoglieremo permetteranno di capire se saranno fiori interessanti per il mercato.
Dal 2010 ogni anno un gran numero di varietà del genere Tulipa fiorisce nell’Orto Botanico di Bergamo, dei gruppi Crispa, Darwin, Doppio, Fior di Giglio, Fosteriana, Greigii, Kaufmanniana, Pappagallo, Singolo, Trionfo, Viridiflora, Botanici e Coronet.
Per tutto il periodo della fioritura saranno inoltre esposte fotografie dedicate alla fioritura dei tulipani, realizzate da un volontario dell’Orto Botanico.
Di tulipani, infine, si parlerà sabato 5 aprile dalle 15, 00 alle 16,30 presso la sezione di Città Alta.
La storia del tulipano è quantomai affascinante. La maggior parte delle specie provengono dai Paesi Bassi, ciononostante la pianta è originaria dell’Asia centrale.
L’introduzione dei tulipani in Olanda avviene nel XVII secolo grazie al botanico Carolus Clusius, che piantò i primi bulbi nei suoi giardini a Leida. Si narra che i vicini di Carolus rubarono alcuni bulbi dai suoi campi, e fu così che i tulipani divennero presto popolari, non solo in Olanda ma in tutta Europa.
Ben presto il tulipano divenne simbolo di ostentata ricchezza, fondamentalmente grazie alle sue inspiegabili e irripetibili variazioni; tutto ciò generò una sorta di mania dell’acquisto di tulipani (tulipanomania), fase che durò per diversi anni e che causò un aumento non indifferente dei prezzi.
Dopo l’introduzione dei tulipani in Olanda nel XVII secolo, questi fiori hanno rapidamente guadagnato popolarità in tutta Europa. Con il passare dei decenni, i tulipani si diffusero nei giardini reali e borghesi, diventando un simbolo di status e raffinatezza. La loro presenza in Francia, Inghilterra e Germania è ben documentata, con numerosi pittori dell’epoca che li immortalavano nelle loro opere.
In Russia, i tulipani furono introdotti alla corte degli Zar, dove divennero un simbolo di lusso e potere. La varietà e la bellezza dei tulipani stimolarono l’interesse degli horticulturists, che iniziarono a sviluppare nuove varietà.
Nel corso del XVIII e XIX secolo, i tulipani raggiunsero anche il Nuovo Mondo. In America, divennero una componente importante dei giardini coloniali, simboleggiando la prosperità e l’abbondanza.
Durante questo periodo, le spedizioni di bulbi di tulipani dall’Europa all’America divennero sempre più frequenti. Questa espansione contribuì a rendere i tulipani una presenza familiare anche nei giardini pubblici e privati di molti paesi del mondo.
La diffusione del tulipano ha avuto un impatto culturale significativo a livello globale. In Turchia, per esempio, i tulipani sono stati a lungo venerati, tanto da ispirare un’intera epoca artistica, nota come l’Era dei Tulipani.
In Giappone, la fioritura annuale dei tulipani è celebrata con festival colorati. Anche in India, i tulipani hanno trovato un posto nella cultura locale, con giardini dedicati a questi fiori.
La tulipanomania degli anni 1630 è un esempio storico del profondo impatto economico dei tulipani. In questo periodo, i prezzi dei bulbi di tulipano raggiunsero livelli astronomici, trasformando il commercio di tulipani in una specie di bolla speculativa.
Questo fenomeno non solo ha avuto un impatto significativo sull’economia olandese, ma è anche diventato un caso di studio nel campo della psicologia economica e della teoria dei mercati.
Dopo il crollo della tulipanomania, il mercato dei tulipani si stabilizzò, ma continuò a essere una componente importante dell’economia olandese. Oggi, i Paesi Bassi sono i maggiori esportatori di bulbi di tulipano e il tulipano rimane un simbolo nazionale.