Lonato del Garda, Brescia. La Fondazione Ugo Da Como è lieta di ospitare la mostra ECHI, di modi/di mondi dedicata a Felice Martinelli, artista che da anni esplora il rapporto tra segno, spazio e materia attraverso opere che uniscono pittura e scultura in un riuscitissimo dialogo senza tempo.
Allestita negli spazi suggestivi della Rocca di Lonato del Garda e nell’atmosfera più intima e raccolta della Casa del Podestà, l’esposizione presenta oltre cinquanta opere realizzate negli ultimi cinque anni, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nella poetica dell’artista.
Un percorso tra segno, spazio e materia. Le opere esposte comprendono lavori in materico cementizio su tavola a rilievi, con un complesso gioco di forme architettoniche stilizzate e severe, che rimandano all’epigrafia e all’architettura romana. Nelle sovrapposizioni e nei rilievi, si percepisce un costante dialogo tra scrittura, costruzione e memoria.
L’alta qualità tecnica delle opere e l’uso raffinato dei materiali conferiscono alle superfici una vibrante matericità, mentre il cromatismo austero pone l’accento sulla forma e sulla struttura, instaurando un legame sottile con la sobrietà del senatore Ugo Da Como e il suo amore per l’antico.
Giovanna Nocivelli (Direttore Generale) e Sergio Onger (Presidente) della Fondazione Ugo Da Como affermano: “L’opera di Martinelli si distingue per l’equilibrio trovato tra tradizione e innovazione. Il rigore della sua ricerca sulle memorie culturali lo rendono un artista che dialoga con il passato con una sensibilità pienamente contemporanea.”
Stefano Lusardi, Conservatore della Fondazione Ugo Da Como aggiunge : “Martinelli mi incuriosisce perché il carattere così apparentemente primitivo delle forme che imprime nelle sue creazioni riporta a un’estetica basilare e potente, capace di instaurare un rapporto immediato con tutta l’arte precedente alla nostra contemporaneità.”
Le creazioni di Felice Martinelli, docente presso l’Accademia di Brera nella disciplina “Progettazione di interventi urbani e territoriali”, riflettono il suo approccio alla forma e alla materia, radicato nella conoscenza del passato e nella sensibilità per il contesto architettonico e paesaggistico.
La mostra inaugura la stagione espositiva 2025 della Fondazione e sarà visitabile anche durante Fiori nella Rocca, evento dedicato agli appassionati di fiori e piante rare, in programma dall’11 al 13 aprile.