Bergamo – Per celebrare la ventesima Giornata Nazionale del Cane Guida, appuntamento in Piazza Dante con l’undicesima edizione della CorriDog – La carica dei 501, una camminata non competitiva, a favore dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bergamo.
La manifestazione è ideata e organizzata dall’Associazione Climarte con la direzione artistica di Proloco Bergamo e con la collaborazione del Comune di Bergamo – Assessorato a Transizione Ecologica, Ambiente e Verde.
Si tratta di una camminata a sei zampe, dedicata al migliore amico dell’uomo. La città accoglierà i cani accompagnati dai loro padroni, conducendoli in un suggestivo percorso per le vie del centro e sarà un’ottima occasione per assaporare il piacere di una passeggiata all’aria aperta in compagnia di molti amici a quattro zampe.
“La camminata non è competitiva e viene organizzata con lo scopo di raccogliere fondi per poter addestrare un cane guida da destinare alle persone che ne hanno bisogno. – spiega Emanuela Ruch, Presidente della CorriDog – Sono 1.662 i non vedenti presenti nella provincia di Bergamo e 30 i cani guida assegnati. Il fabbisogno di cani guida ammonta a 350 annuali, ma purtroppo l’assegnazione da parte delle scuole nazionali non arriva a 100, con attese estenuanti da parte dei non vedenti.
La Giornata Nazionale del Cane Guida è stata istituita per la prima volta nel 2006, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e tutti coloro che sono disponibili a comprendere le difficoltà che le persone non vedenti incontrano quotidianamente. Un’occasione importante per far capire quanto i cani guida siano gli occhi di chi vive nel buio”.
Tutto il ricavato delle iscrizioni verrà raccolto direttamente dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bergamo.
La CorriDog è aperta a cani di tutte le taglie e tutte le razze in buona salute e ai loro padroni. Il percorso, breve e non impegnativo, rende la manifestazione adatta a tutti.
L’evento viene promosso dall’Associazione Climarte a tutela degli animali a quattro zampe e per promuovere le aree cani nel verde cittadino. Nel Comune di Bergamo sono presenti 31 aree cani per un totale di 43.769 m² totali di cui 6.150 m² di nuova realizzazione.
Importanti anche i dati provinciali: si registra il 47% di famiglie con un cane; quasi 217mila sono i cani microchippati inseriti nell’Anagrafe regionale. La Provincia vanta grandi aree verdi dedicate, e si preoccupa della pulizia e della protezione ambientale di questi parchi.
Anche a livello nazionale è doveroso richiamare l’attenzione sulla condizione delle persone con disabilità visiva e confrontare questi dati con il panorama europeo. Secondo il Ministero della Salute, in Italia l’1,9% delle persone di età superiore ai 15 anni soffre di gravi limitazioni visive. Questa percentuale aumenta al 5% tra gli over 65 e all’8% tra gli over 75. Le limitazioni visive moderate interessano il 16,7% della popolazione, percentuale che sale al 28,8% tra gli over 65 e al 33,9% tra gli over 75.
Complessivamente, il 18,6% della popolazione italiana presenta una qualche forma di limitazione visiva, con un’incidenza del 33,8% tra gli over 65 e del 41,9% tra gli over 75. Si stima che in Italia vi siano tra 1,8 e 2 milioni di persone con disabilità visiva, di cui circa il 15% sono ciechi assoluti e l’85% ipovedenti. A livello europeo, le gravi limitazioni visive colpiscono mediamente il 2,1% della popolazione sopra i 15 anni, il 5,6% degli over 65 e l’8,7% degli over 75. In totale, nell’Unione Europea più di 30 milioni di persone sono non vedenti o ipovedenti.
I dati indicano che l’Italia presenta percentuali di disabilità visiva leggermente inferiori rispetto alla media europea. Tuttavia, l’incidenza aumenta significativamente con l’età, evidenziando la necessità di politiche mirate per la prevenzione e la gestione della disabilità visiva nella popolazione anziana.
È essenziale promuovere iniziative di prevenzione, diagnosi precoce e riabilitazione visiva per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva. Un impegno congiunto tra istituzioni, comunità scientifica e società civile è fondamentale per affrontare efficacemente questa sfida sanitaria e sociale.