Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’autismo a livello globale, promuovendo la conoscenza del disturbo dello spettro autistico (ASD) e sostenendo l’inclusione delle persone autistiche nella società.
In questa importante occasione e in un Paese come l’Italia in cui, ogni anno, un bambino su 77 nasce nello spettro autistico, la Fondazione Mente – creata da Manuele D’Oppido e Vanessa Bozzacchi 4 anni fa, proprio allo scopo di promuovere interventi innovativi e concreti per il supporto di bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo, con attenzione particolare al mondo dello spettro autistico – mette in campo la propria esperienza con due nuove campagne digitali di sensibilizzazione.
Quanto ne sappiamo davvero di autismo? A partire da questa domanda e da un’idea dell’attrice, scrittrice e regista Camilla Filippi, nasce una delle campagne digital di quest’anno: sui canali social ufficiali della Fondazione, si vedono Camilla Filippi e Paolo Stella, scrittore e creative director, nei panni di intervistatori, impegnati ad interrogare per strada persone random per farci capire quanto poco sappiamo sull’autismo.
La campagna diventa così un’importante occasione per riflettere sulla scarsa informazione riguardo questo particolare ambito e per sensibilizzare le persone su una situazione che, direttamente o indirettamente, riguarda ognuno di noi.
Camilla Filippi e Paolo Stella sono entrambi membri del board direttivo della Fondazione e la sostengono dal primo giorno. Il video è stato prodotto interamente da Chimera Studio, girato e montato da Giacomo Scardellato, che sostengono la Fondazione in ogni sua iniziativa.
La seconda campagna digital di quest’anno, sin dal titolo emblematico di ConsapevolMente, intende porre l’accento sulla necessità di capire per agire e abbattere le carenze culturali, nella convinzione che una mente consapevole operi con il cuore e sia predisposta a comprendere meglio ed accogliere. La frase scelta è stata, non a caso, “Nella vita non bisogna temere nulla, bisogna solo capire” di Marie Curie.
La nascita della Fondazione parte dalla storia di Leone, un bellissimo bambino di 11 anni, figlio di Vanessa, che, con Manuele, li ha portati a vedere le lacune e le mancanze che ci sono per i bambini ed i ragazzi con problemi del neurosviluppo e a creare spazi adeguati e funzionali per l’apprendimento ed il divertimento di questi bambini.
A Leone è stato diagnosticato lo spettro autistico con disturbo della comunicazione a 18 mesi, cui sono seguite altre diagnosi con disturbo del linguaggio e della comprensione. Per approfondire la storia di Leone.
In parallelo alle nuove campagne digitali, proseguono i progetti attivi e in via di sviluppo, volti all’assistenza sociale e sanitaria degli utenti con disturbi del neurosviluppo. Con questo obiettivo è nato il Centro Ippocrate, nel centro di Roma, che si occupa di eseguire terapie neuro-cognitive comportamentali per bambini e adolescenti nello spettro autistico.
Con il progetto A(i)uTiAmo, invece, il più ampio a cui mira la Fondazione, si sta puntando alla creazione di un modello innovativo di struttura ludico-terapeutica e sportiva, in un’area di circa 3 ettari di terreno inserita in un ambito paesaggistico rurale di pregio, completamente ristrutturata sia negli edifici sia nelle aree esterne.
La struttura sarà diversificata e contraddistinta da autismo e/o disturbi cognitivi, comportamentali, del linguaggio, emozionali, e volta all’educazione, relazione ed integrazione sociale, al fine di migliorare la qualità della vita degli utenti e delle loro famiglie attraverso attività, terapie ed educazione, assistite anche con l’ausilio di animali e delle attività agricole e sensoriali.
È anche un progetto pensato per accompagnare bambini e ragazzi fino al dopo di noi, poiché la struttura offrirà anche un numero di alloggi pensati per questo, ed accoglienza e cure per le emergenze comportamentali.